L’ALBERO DI NATALE A PIAZZA VENEZIA – ROMA 2011

D’accordo, è tempo di crisi: ma la vicenda dell’albero di Natale a Piazza Venezia, non può ascriversi a questa crisi, mentre sembra emblematica dei malanni del governo Alemanno di questa città.

Non mi sembra che la sostituzione con un “albero vero” abbia migliorato gran che l’aspetto della Piazza. L’albero nuovo appare miserello e squallido e la giustapposizione con un “presepe” che vorrebbe essere ardito nel disegno e nei materiali, a mio parere, produce un effetto irrimediabile di vera e propria, irrimediabile pacchianeria.

albero presepe

Come se tutto questo non bastasse, vi si è aggiunta una geniale revisione della circolazione pedonale.

Le strisce pedonali lungo le quali i pedoni potevano attraversare la piazza, infatti, adesso sono interrotte dalla postazione dell’albero, senza alcuna possibilità di passaggio.

I pedoni – se non vogliono scavalcare pericolosamente le barriere e calpestare il prato – devono girare attorno ai limiti della grande aiuola ellissoidale, costretti tra i suoi limiti e il caotico traffico veicolare: tutto a proprio rischio e pericolo.

Pacchianeria e stupidità, non c’è che dire: una bella  ricetta per l’addobbo natalizio di Piazza Venezia.

Il governo di Roma Capitale di Alemanno segna un altro punto…

MONTI a “PORTA A PORTA” – IL GIORNO DOPO

Debbo confessare – a me stesso, per cominciare – che provo un disagio estremamente acuto e deprimente sulla vicenda della partecipazione del Presidente del Consiglio Mario Monti alla trasmissione di Vespa.  Disagio dovuto al fatto di scoprirmi all’improvviso in disaccordo con – e isolato da -  tutti coloro, vicini e lontani, con cui condivido fino in fondo i motivi per cui “Porta a Porta”  e il suo conduttore mi appaiono insopportabili, emblemi della peggiore TV di Stato, agli antipodi di quella che dovrebbe essere una seria trasmissione di approfondimento giornalistico. Le ragioni, insomma, per cui da anni non seguivo più la trasmissione nemmeno per rendermi conto de visu di  dove si fosse arrivati.

Il disaccordo riguarda  giudizi e valutazioni estremamente drastici che sono stati espressi su significato e conseguenze di questa inopportuna partecipazione.

Si sostiene, per dirla in breve, che Monti ha mancato di dare un “segno di discontinuità” rilevante, che si è adeguato all’andazzo di sempre, si è posto sulla scia delle comparsate di Berlusconi e dei suoi adepti, persino che – se intendo bene il commento di Merlo su La Repubblica di oggi – che in pratica con questa partecipazione egli avrebbe dato il segno della  propria incipiente omologazione (secondo altri si sarebbe semplicemente scoperto per quello che realmente è).

Avrebbe dovuto e potuto fare altro, per parlare ai cittadini: a reti unificate – se non, addirittura, fuori del circuito televisivo – un messaggio agli italiani, oppure una seria conferenza stampa   animata da un manipolo di giornalisti in gamba capaci di porre poche domande chiave, sostanziose e rivelatrici, oppure altro ancora: qualsiasi cosa piuttosto che l’apparizione a “Porta a Porta” (e meno me che mai con la “lottizzazione” di alcuni ministri del nuovo governo tra la stessa “Porta a Porta”, in ora più tarda,  e “Ballarò”).

Contro questa apparizione si è mobilitata  una valorosa associazione come Giustizia e Libertà, con i suoi prestigiosi esponenti in prima fila, in una raccolta di firme come quelle che in passato venivano promosse per sventare corpose minacce alla Costituzione repubblicana.

Tutto questo ha fatto montare in me una crescente sensazione di fastidio, di sbigottimento rispetto a quella che avvertivo, da un lato, come perdita di discernimento nei confronti delle reali questioni in ballo e, dall’altro lato, come perdita di  senso delle proporzioni, alla fine foriero di un’esaltazione di “Porta a Porta” e del suo conduttore come totem – negativo, ben s’intende – dei peggiori mali di questo paese.

Cosa mi è successo, ho smarrito la mia sensibilità rispetto ai valori della decenza? Stanno venendo meno le mie capacità reattive? L’assuefazione ai costumi imperanti in questo paese mi stanno sprofondando in un pigro cinismo?

Per quanto mi sforzi di prendere in considerazione queste – e altre, non meno deprimenti – possibilità, tuttavia, le ragioni del mio disaccordo continuano ad apparirmi valide. Leggi il resto dell’articolo

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