Davis, Lydia

Break It Down – Stories

Probabilmente qualcosa in me non risponde, ma questa raccolta di racconti di Lydia Davis – di cui esiste la versione italiana, dal titolo Pezzo a pezzo, edita da Minimum Fax – non mi ha suscitato che una pallida ombra dell’entusiasmo corale manifestato per questa autrice, di là e di qua dell’Atlantico.

Jonathan Franzen – uno dei miei scrittori preferiti – ha definito la Davis una “maga dell’auto-consapevolezza”: lo sarà senz’altro, ma purtroppo, per quel che mi riguarda, non sono stato mai un fan appassionato dei giochi di prestigio (tanto più mirabolanti appaiono, tanto più avverto la sottostante presenza di un trucco).

Non c’è alcun dubbio che la Davis (particolare curioso: è stata la prima moglie di Paul Auster) sia una maestra di stile e abbia una straordinaria padronanza del linguaggio; né che i suoi racconti non siano particolarmente originali. Ma, forse proprio per questo, troppo spesso non riescono a avvincermi, a farmi sentire partecipe, o coinvolto, o  almeno assorbito… Troppo spesso mi sembra di assistere a qualcosa di sperimentale, di volutamente e deliberatamente costruito – “adesso ti faccio vedere di cosa sono capace”, oppure, “vediamo come riesce raccontandolo a questo modo” – per cui le emozioni rimangono in disparte, dormienti. Molto spesso il racconto “in presa diretta” – la cronaca “in tempo reale”, come si dice, di ciò che il protagonista fa, pensa, dice – mi tiene miglia lontano dalla storia, anziché immergermi in essa. Per non dire, poi, dell’impressione decisamente negativa che mi ha suscitato l’infrazione – deliberatamente voluta, sia chiaro, non certo una svista in una scrittrice come la Davis – della massima delle massime della narrativa: “mostrare, non dire” (come nel brevissimo Mothers, per esempio).

Sono in tutto otto su trentatré i racconti che mi sono piaciuti, alcuni anche molto (The Mouse, The Letter, The House Plans, The Brother-in-Law, Visit to Her Husband, A Few things Wrong with Me, Sketches for a Life of Wassilly, What an old Woman Will Wear). E sono appunto i racconti in cui la ricerca degli effetti, la sperimentazione, la novità dei modi, lo stile della prosa – non di rado incline al linguaggio poetico, essendo la Davis anche affermata poetessa – risultano pienamente funzionali, a mio personale giudizio, alla narrazione della storia e non debordano in esercizi di stile; interessanti quanto si voglia, ma freddi.

(05/03/2009)

One Response to Davis, Lydia

  1. flaminia says:

    proverò a leggerli con fatica in inglese, almeno i più brevi, visto che non sembra valga la pena prendere la traduzione…

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: