L’UPTER: PERCHE’ NASCONDERE, E COSA?

Nel pieno di questa canicola che imperversa con il succedersi di Scipione, Caronte e Minosse  si è verificato qualcosa di singolare e curioso sul sito che l’UPTER, Università Popolare di Roma, espone su Facebook.

Tutto è partito da uno  dei post (auto)celebrativi del 25° anniversario della fondazione dell’Upter  con cui,  da qualche tempo,  la Redazione sta infiorettando il sito. Nel caso specifico, un post dai toni alquanto enfatici che, muovendo da un accorato riconoscimento del ruolo degli operatori dell’organismo, assume poi i caratteri di una  excusatio non petita piuttosto chiara, concludendo poi su toni di accuse vaghi quanto oscuri. Ognuno può giudicare dal testo che riproduco qui di seguito (anche per essere sicuro di conservarne traccia).

UPTER post iniziale

Al post ha fatto seguito una serie di commenti dai quali si evidenziava chiaramente che – in stridente contrasto con il riconoscimento tributato a “volontari e volenterosi” – l’Upter avrebbe mancato di corrispondere (quanto meno tempestivamente, ma talora del tutto) retribuzioni e connessi contributi sociali ai docenti che, comunque la si voglia mettere, costituiscono il nocciolo duro del  servizio reso  dall’Upter alla cittadinanza.

Oltre alla questione della retribuzione dei docenti, si faceva riferimento a disagi e oneri per gli allievi dei corsi Upter provocati dalla mancata corresponsione dei canoni di locazione dovuti ad una delle sedi, oppure da clausole indebitamente onerose per la sottoscrizione dei servizi di “visite guidate”.

Insomma, una discussione che sembrava portare alla luce talune fondamentali questioni sottintese ai sibillini accenni a non meglio precisate difficoltà del post sopra riprodotto.

Per chi ne voglia sapere più in dettaglio attingendo alla fonte, purtroppo, l’impresa è divenuta impossibile. Contrariamente a quello che – tanto erroneamente quanto candidamente – avevo dato per scontato, e cioè che la discussione non potesse essere cancellata, non fosse altro che per non imitare comportamenti riguardo al web simili a quelli delle Repubblica Popolare Cinese, questo è esattamente quello che si è verificato.

L’Università Popolare di Roma, cioè, ha scelto di oscurare la discussione, di eliminarla dal sito:  anziché approfondire, chiarire, fornire spiegazioni, ha scelto di nascondere il tutto.

Il perché lo giustifica il 5 luglio – in risposta alle proteste

per la mancanza di trasparenza, sui problemi,  e di doverosa apertura nei riguardi delle “voci fuori del coro”  mosse da un utente – nei termini che seguono (e che riproduco… prima che magari scompaiano):

UPTER Replica Carmel

Contenuti, veicolo e toni della replica non possono non avvalorare l’ipotesi che la sua paternità risalga direttamente allo stesso Presidente dell’Upter, Francesco Florenzano.

UPTER FLOR FOTO3 Le argomentazioni usate nella discussione – di cui grazie alla memoria cache ho potuto salvare qualche stralcio sul mio computer – apparivano piuttosto contraddittorie: da una parte si affermava perentoriamente che l’Upter paga regolarmente  i contributi a tutti i suoi lavoratori, ma dall’altra si ammettevano ritardi nei pagamenti delle retribuzioni e che irregolarità v’erano state, visto che l’Upter ha ottenuto la rateizzazione dei contributi INPS i cui versamenti sono in ritardo; si affermava anche che il bilancio dell’organismo è in attivo, ma le sue disponibilità finanziarie sono in pesante rosso, causa i ritardi nei pagamenti di non meglio identificati Enti pubblici; si evoca, come causa delle difficoltà,  la situazione di crisi mondiale, sorvolando sul fatto che almeno parte di quelle difficoltà – e, in particolare, i ritardi nella corresponsione di retribuzioni e contributi – datano da prima della crisi.

Quello che sorprende maggiormente, tuttavia, è l’accusa mossa a ben 2 associazioni che tenterebbero di insidiare l’Upter copiandone il “modello” e sottraendole allievi.

Ad un personaggio come Francesco Florenzano, con tante cariche – oltre quella di Presidente dell’Upter – in organismi dediti all’educazione degli adulti e al long-life learning non dovrebbe certo sfuggire il fatto che il mondo è – fortunatamente – pieno di associazioni culturali dedite a questo tipo di attività.  Né è plausibile – o, tanto meno, accettabile –  che in questo settore si intenda rivendicare una sorta di monopolio a favore dell’Upter – cui, tra l’altro, egli vanta orgogliosamente ben 25.000 iscritti –  quando proprio lui si è sempre distinto nello stigmatizzare rendite di posizione imperanti nel settore formativo, e anche recentemente è tornato a definire l’Upter “una realtà competitiva non solo sul piano della formazione permanente ma anche in termini economici”.

A meno che, quando egli proclama

La mia mission è contribuire a creare un sistema di formazione permanente in Italia, libero da rendite di posizione e capace di sviluppare competenze e talenti.

il Presidente Florenzano intenda affermare che questa mission debba appartenergli in esclusiva…  Non sarebbe certamente il primo, in questo nostro paese, ad esaltare la competitività solo in astratto o quando, comunque, la si debba applicare agli altri.

Sorge abbastanza spontaneamente il dubbio che l’oscuramento delle discussioni tra fans sul sito FB, e le reazioni piccate alle richieste di informazioni e chiarimenti, possa riflettere fedelmente una più generale inclinazione alla parsimonia di notizie e dati per quello che si riferisce alla governance dell’UPTER.

E’ abbastanza strano, ad esempio, che nella molteplicità di pubblicazioni patinate sfornate dall’organismo non siano mai stati forniti – come generalmente accade nelle pubblicazioni di organismi che si rivolgono ad ampie platee di utenti – i bilanci e i rendiconti annuali o altre notizie dettagliate sulla gestione dei servizi resi e delle iniziative dell’UPTER.

Tempo fa qualche dato è stato reso noto in una relazione del Presidente Florenzano all’ISFOL,  un tempo reperibile all’indirizzo

 http://www.isfol.it/DocEditor/test/File/2010/cnr-isfol/Florenzano-Upter.pdf

ma è inutile cercarla, ora risulta introvabile. Comunque si trattava di dati assai aggregati e piuttosto generici, dai quali, con riferimento all’anno 2009- 2010,  risultava un corpo docente, reclutato con oltre 400 contratti a progetto, al quale veniva destinato il 33% della spesa totale, pari a € 4.666.199:  il 24% veniva attribuita a una voce non meglio identificata, Erario, ed il 43% alle spese generali, comprensive di sedigestione e personale amministrativo.  Proporzioni che, cioè, per quanto si tratti di dati macro, alimentano più di una perplessità e interrogativo sulla gestione dell’UPTER.

Sempre in quella sede si indicavano in € 1.674.370 (senza specificare se fossero inclusi o aggiuntivi rispetto alla spesa sopra indicata)  i contributi e progetti annuali relativi a fondi europei, della Regione Lazio, della Provincia e di altre fonti.

Ebbene, proprio su questo tema, considerate le accuse rivolte dal Presidente Florenzano  alla morosità degli Enti pubblici committenti dell’UPTER, qualcosa da dire e approfondire, in proposito, potrebbero – dovrebbero – averla il Sindaco Alemanno e il Comune di Roma, almeno in considerazione che all’UPTER è stato confidato, in comodato d’uso, Palazzo Englefield; ma anche la Provincia di Roma, che ha avuto ed ha numerose convenzioni con l’UPTER, ed il suo Presidente Zingaretti, che ha spesso manifestato il proprio interessamento e supporto per le attività

UPTER ZingFlorenz

dell’organismo; per terminare, naturalmente, con la Regione Lazio e la Presidente Polverini.

Possibile che questi Enti , e i loro massimi esponenti, non siano interessati ad analizzare, chiedere spiegazioni, fornire chiarimenti su una realtà di incidenza sociale e culturale come quella dell’UPTER? sulle sue difficoltà e su reali natura, cause ed  origini di tali difficoltà? sul proprio ruolo, le proprie responsabilità, i propri intenti, in proposito?

Veramente, in una realtà come quella romana, e tanto più negli attuali frangenti, non sembra che la questione possa seppellirsi o essere lasciata lievitare sotterraneamente, dagli Enti in questione,  sotto un sonnecchiare disattento.

Scimmiette

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5 Responses to L’UPTER: PERCHE’ NASCONDERE, E COSA?

  1. Barbara says:

    UPTER? Lasciamo stare. Dopo che mi hanno dato certezza che il corso sarebbe partito, mi sono iscitta, e dopo un mese in cui hanno rimandato la data d’inizio di settimana in settimana, lo hanno annullato… ma nel rimborso NON MI HANNO RESTITUITO I 30 EURO DI QUOTA ASSOCIATIVA! Redditizio organizzare corsi e annullarli, e tenersi 30 euro a iscritto!

  2. Andrea Battantier says:

    Anche nel Comune di Formello vige purtroppo uno stato di grave inadempienza dell’Upter, che non ha pagato alcuna retribuzione ad una parte dei docenti. I referenti Upter si sono sottratti a qualunque possibilità di fornire comunicazioni in merito ai pagamenti (alcuni docenti attendono il primo pagamento, quando da contratto l’intero pagamento avrebbe dovuto essere accreditato entro Ottobre 2012). Ho constatato l’assoluta mancanza di rispetto di un contratto sottoscritto con l’Upter. A Formello stiamo dando vita ad azione congiunta per risolvere questa brutta faccenda. Andrea Battantier

  3. Carlo Turco says:

    Dal Presidente dell’Upter – e di innumerevoli altri organismi, come egli si premura di precisare – mi saebbe sembrato legittimo attendersi, nel caso avesse scelto di commentare il mio post, delle osservazioni più pertinenti e puntuali.
    Una precisazione, anzitutto, visto che Francesco Florenzano mi, e si, interroga ripetutamente sui motivi personali, o sociali (?), del mio post. Sono un cittadino che si interessa a cose della politica, della cultura, della realtà e della città in cui vive. Ho anche l’esperienza di partecipante, per diversi anni, a diversi corsi dell’Upter. Credo che tutto ciò sia ampiamente sufficiente per giustificare il mio interessamento alle vicende dell’organismo. Non vedo come e perché motivi e relazioni personali che contribuiscono a una loro conoscenza più diretta e immediata potrebbero svalutare le mie considerazioni, riflessioni, e valutazioni.
    Considerazioni, riflessioni e valutazioni che io ho svolto con riferimento a fatti e comportamenti precisi e concreti, da chiunque verificabili, posti in essere dall’UPTER e dall’UPTER medesimo resi pubblicamente noti. E sui quali Francesco Florenzano cerca di glissare come leggiadra pattinatrice sul ghiaccio, trincerandosi dietro l’ipotesi di oscuri complotti a carico dell’UPTER e suoi personali. Una tecnica notoriamente assai nota e diffusa in questo paese ma, appunto per questo, del tutto screditata: fumus persecutionis, da sempre il grande alibi di chi rifiuta di entrare nel merito di eventuali contestazioni.
    Personalmente mi dispiace che il Presidente sia stato impedito da malattia e convalescenza, dai quali gli auguro di rimettersi al più presto.
    In quanto all’ipotesi di un pubblico confronto, starà al Presidente dell’UPTER organizzarlo: e naturalmente non mi tirerò indietro dal parteciparvi, sempre che, ovviamente, sia organizzato in modo da consentire un confronto concreto.
    Intanto, se il Presidente Florenzano volesse dare inizio a questo confronto, entrando nel merito specifico di alcune delle questioni da me sollevate – magari anche per un doveroso rispetto nei riguardi dei lettori del mio blog, che lo meritano, per pochi che siano – qui ha tutto lo spazio che vuole.

  4. Francesco Florenzano says:

    Non c’è nulla da nascondere, anzi lei fa questo per motivi sociali o personali?

    Gentile Carlo Turco,
    mi sembra chiaro che si stia facendo volutamente della confusione e si stia cercando di creare discredito alla mia persona oltre che a quella dell’Upter. Io e l’Upter non nascondiamo nulla: tutto è alla luce del sole. So solo che alcune delle persone e tra queste la prof.ssa Flaminia Coldagelli, che è stata anche nostra collaboratrice di sede ci hanno fatto scrivere da un avvocato rivendicando un ruolo e una continuità. Credo che si stia mettendo su una campagna di falsità (come quella sui versamenti INPS) che merita un approfondimento nelle sedi più opportune. Ho sempre pensato al dialogo come motodo per superare le controversie, ma leggendola mi sembra che si stia strumentalizzando il tutto per delle mere finalità personali. Non creda che solo Flaminia e altri colleghi si trovano nella condizione del precariato, lo sono pure io che da anni, non occupo cariche pubbliche ma cariche di organismi che ho contribuito a costruire. La mia mission personale è molto chiara e trasparente.
    Inoltre, ho la chiara sensazione che volendo coinvolgere le amministrazioni pubbliche con le quali noi collaboriamo e che ci apprezzano si voglia screditarci e basta. I malpensanti possono dire che è fatto per favorire realtà ufficialmente del no profit ma che sono nate chiaramente per fare cassa alle quali guarda caso hanno aderito tutte le persone che ci attaccano. Considerato l’insistenza, visto che sto per superare un periodo di convalescenza a seguito di una malattia, che mi ha impedito di essere più presente, se lei vuole, con la presenza di tutti le persone interessate possiamo tenere un confronto pubblico. Credo che i primi di settembre possa essere il periodo indicato.
    Come vede non c’è nulla da nascondere, anzi sarei grato se lei mi facesse sapere per quale motivo e chi rappresenta lei in tutto questo argomentare.

    Cordialmente.

    Francesco Florenzano
    Presidente dell’Upter (e di innumerevoli altri organismi)

  5. Vorrei onorare una personalità di Veroli…con un busto: come dovrei procedere? Grazie per la risposta,

    Marcello

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