NEO-LUDDISMO A SCUOLA

Tra le manifestazioni di neo-luddismo riguardanti la scuola, mi è apparso degno di nota l’intervento su Repubblica del 2 gennaio della scrittrice Mariapia Veladiano, dal titolo assai esplicativo e dal sottotitolo singolarmente eloquente:

Veladiano

La ratio fondamentale degli argomenti avversi alla smaterializzazione (parola orrenda, Veladiano ha ragione: ma perché, allora, non ricorrere  a locuzioni migliori, anziché avallarla con l’uso? ) delle registrazioni di voti, assenze, ritardi, note disciplinari, esiti intermedi e finali è la seguente: il fatto che questi dati divengano accessibili in tempo reale per i genitori – da casa, dall’ufficio, o (orrore tra gli orrori!) via smartphone,   finirà per agevolarne o provocarne l’allontanamento dagli incontri con i professori, vanificare il concerto educativo famiglie-docenti, e via precipitando in rapporti meramente virtuali e nella sostituzione della connessione elettronica alla relazione personale.

Ora, perché mai questo debba discendere automaticamente dalla disponibilità immediata dei dati anzidetti, appare misterioso. Perché, come sembra adombrare l’autrice, la conoscenza di quei dati non sarà più l’esca con la quale attrarre i genitori agli incontri con i professori?  Ma se questo fosse vero significherebbe che già ora quegli incontri si caratterizzano come superficiali. Leggi il resto dell’articolo

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