L’UPTER: PERCHE’ NASCONDERE, E COSA?

Nel pieno di questa canicola che imperversa con il succedersi di Scipione, Caronte e Minosse  si è verificato qualcosa di singolare e curioso sul sito che l’UPTER, Università Popolare di Roma, espone su Facebook.

Tutto è partito da uno  dei post (auto)celebrativi del 25° anniversario della fondazione dell’Upter  con cui,  da qualche tempo,  la Redazione sta infiorettando il sito. Nel caso specifico, un post dai toni alquanto enfatici che, muovendo da un accorato riconoscimento del ruolo degli operatori dell’organismo, assume poi i caratteri di una  excusatio non petita piuttosto chiara, concludendo poi su toni di accuse vaghi quanto oscuri. Ognuno può giudicare dal testo che riproduco qui di seguito (anche per essere sicuro di conservarne traccia).

UPTER post iniziale

Al post ha fatto seguito una serie di commenti dai quali si evidenziava chiaramente che – in stridente contrasto con il riconoscimento tributato a “volontari e volenterosi” – l’Upter avrebbe mancato di corrispondere (quanto meno tempestivamente, ma talora del tutto) retribuzioni e connessi contributi sociali ai docenti che, comunque la si voglia mettere, costituiscono il nocciolo duro del  servizio reso  dall’Upter alla cittadinanza.

Oltre alla questione della retribuzione dei docenti, si faceva riferimento a disagi e oneri per gli allievi dei corsi Upter provocati dalla mancata corresponsione dei canoni di locazione dovuti ad una delle sedi, oppure da clausole indebitamente onerose per la sottoscrizione dei servizi di “visite guidate”.

Insomma, una discussione che sembrava portare alla luce talune fondamentali questioni sottintese ai sibillini accenni a non meglio precisate difficoltà del post sopra riprodotto.

Per chi ne voglia sapere più in dettaglio attingendo alla fonte, purtroppo, l’impresa è divenuta impossibile. Contrariamente a quello che – tanto erroneamente quanto candidamente – avevo dato per scontato, e cioè che la discussione non potesse essere cancellata, non fosse altro che per non imitare comportamenti riguardo al web simili a quelli delle Repubblica Popolare Cinese, questo è esattamente quello che si è verificato.

L’Università Popolare di Roma, cioè, ha scelto di oscurare la discussione, di eliminarla dal sito:  anziché approfondire, chiarire, fornire spiegazioni, ha scelto di nascondere il tutto.

Il perché lo giustifica il 5 luglio – in risposta alle proteste Leggi il resto dell’articolo

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L’ALBERO DI NATALE A PIAZZA VENEZIA – ROMA 2011

D’accordo, è tempo di crisi: ma la vicenda dell’albero di Natale a Piazza Venezia, non può ascriversi a questa crisi, mentre sembra emblematica dei malanni del governo Alemanno di questa città.

Non mi sembra che la sostituzione con un “albero vero” abbia migliorato gran che l’aspetto della Piazza. L’albero nuovo appare miserello e squallido e la giustapposizione con un “presepe” che vorrebbe essere ardito nel disegno e nei materiali, a mio parere, produce un effetto irrimediabile di vera e propria, irrimediabile pacchianeria.

albero presepe

Come se tutto questo non bastasse, vi si è aggiunta una geniale revisione della circolazione pedonale.

Le strisce pedonali lungo le quali i pedoni potevano attraversare la piazza, infatti, adesso sono interrotte dalla postazione dell’albero, senza alcuna possibilità di passaggio.

I pedoni – se non vogliono scavalcare pericolosamente le barriere e calpestare il prato – devono girare attorno ai limiti della grande aiuola ellissoidale, costretti tra i suoi limiti e il caotico traffico veicolare: tutto a proprio rischio e pericolo.

Pacchianeria e stupidità, non c’è che dire: una bella  ricetta per l’addobbo natalizio di Piazza Venezia.

Il governo di Roma Capitale di Alemanno segna un altro punto…

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