ANNA KARENINA – lettura finalmente terminata!

Quando sono finalmente arrivato in vista degli ultimi dei 239 capitoli, distribuiti su 8 parti,  in cui è suddiviso questo romanzo, ho provato sentimenti che immagino assai simili alla gioia, al sollievo e al senso di liberazione del navigante che, dopo un troppo lungo viaggio, con lo sguardo prigioniero in ogni direzione della irraggiungibile linea dell’orizzonte, avvista finalmente la  terra e anticipa il momento agognato dello sbarco.

Mi sono impegnato in questa lettura spinto dal desiderio di colmare una delle tante, ampie lacune delle mie conoscenze letterarie. Vi sono stato trattenuto sino alla fine dall’impossibilità di rassegnarmi a dimettere, in quanto per me  disperata, un’impresa diffusamente considerata  altamente significativa e gratificante; sino ad un certo punto, abbastanza avanzato, ho continuato a sperare nella rivelazione che mi avrebbe consentito di unirmi a chi considera questo uno dei più grandi romanzi di tutti i tempi; oltre quel punto sono stato spronato unicamente dalla volontà di poter dire d’averci provato fino in fondo.

Alla fine devo ammettere la mia totale incapacità a vedere, sentire e considerare Anna Karenina  come quel capolavoro che si afferma.

Intanto già il titolo a me appare fuorviante. I capitoli in cui la famosa Anna compare – talora soltanto indirettamente, in quanto ricordata, pensata o menzionata da altri personaggi – sono in tutto 71, circa il 30% del totale (e, nella 3^ parte del romanzo, appena 6 su 32); dobbiamo leggerne 17 prima di far la conoscenza della  nostra eroina e 19 perché all’epilogo della sua vicenda faccia seguito l’epilogo della narrazione. 

Non si tratta di futili riferimenti quantitativi, perché in effetti – quali che fossero le intenzioni dell’autore – stando al testo il romanzo si incentra sul confronto tra due storie di rapporti di coppia: quello, adulterino, di Anna Karenina e del suo amante Vronskij,  e quello, regolarmente coniugale, della sorella della cognata di Anna, Kitty, e di Levin. Storie che si intrecciano a partire da una situazione iniziale in cui Vronskij e Levin sono pretendenti di Kitty, con il primo apparentemente in pole position. 

Il senso del romanzo – che conta almeno due protagonisti, la Karenina e Levin – sta proprio nel contrappunto tra percorsi che si divaricano decisamente nella ricerca e nel perseguimento della felicità e, di più, nella concezione stessa della felicità: cosicché, sotto un certo profilo, il testo finisce per contraddire il famoso e citatissimo incipit del romanzo – Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo – perché molto dipende dalle diverse visioni della felicità. 

Potrei esprimere concisamente il mio giudizio complessivo su questo romanzo affermando che, secondo me,  esso ha molto sofferto per la mancanza di un lavoro di editing adeguato.

Ciò che nella narrazione dovrebbe servire, in senso lato, all’ambientazione di storie, personaggi, eventi, è spesso debordante, con divagazioni, elucubrazioni, descrizioni che non appaiono affatto funzionali. La mano felice del Tolstoj dei racconti, tanti dei quali certamente esemplari godibilissimi di narrativa, qui spesso appare assai appesantita e talvolta addirittura sciatta. Troppe volte la massima del mostra, non dire viene estesamente contraddetta. E, viceversa, taluni passaggi e di repentini mutamenti nei pensieri, negli atteggiamenti, nella condotta dei personaggi principali, suonano incoerenti o artificiosi rispetto alla loro caratterizzazione: per cui talvolta essi finiscono per apparire piuttosto marionette o portavoce dell’autore. 

E’ per questo che, andando avanti nella lettura, anziché trovarmi sempre più immerso in essa mi son trovato a che fare con un  progressivo estraniamento, rispetto a personaggi e vicende: da una parte la scarsa partecipazione emotiva, dall’altra le reazioni suscitate sul piano razionale dalla proliferazione di quelle che a me sono apparse molte, troppe, quanto, non di rado assai confuse idee – e comunque   estranee allo svolgimento della storia – hanno fatto sì che anche i momenti migliori della narrazione finissero per apparirmi annacquati o rarefatti. Peggio, hanno finito per suscitarmi un crescente senso di dispetto, sia per la delusione nel trovarmi di fronte ad un Tolstoj così lontano da quello di novelle e racconti, sia per il tempo che mi sentivo di negare ad altre letture.

Rimane quindi per me assolutamente inspiegabile e incomprensibile la fama di capolavoro della narrativa attribuita ad Anna Karenina (le versioni cinematografiche del quale, per quel che ne ricordo, costruiscono una narrativa di gran lunga migliore).

Eppure, ancora in tempi relativamente recenti (2007), sulla rivista Time è stata stilata una lista dei 10 più grandi libri di tutti i tempi – a partire da analoghe liste compilate da 125 scrittori anglo-americani – sono stati simultaneamente inclusi, tra gli altri, Anna Karenina e Madame Bovary. 

A me sembra invece che non ci sia proprio possibilità di confronto.  Pubblicato una ventina d’anni prima, Madame Bovary a mio parere ha tutti i numeri per essere classificato tra i capolavori della moderna letteratura distaccando di un bel numero di lunghezze  Anna Karenina, grazie a una narrazione costruita in termini perfetti, senza sbavature, ridondanze o carenze, tanto sul piano della caratterizzazione dei personaggi che dello svolgimento delle vicende. Una lettura che appassiona e trascina dall’inizio alla fine e che non ti chiede alcuno sforzo di comprensione per supplire a quelle che si presentano come insufficienze di coesione o consequenzialità.

Qualcuno vuol dire la sua? 

Annunci

2 Responses to ANNA KARENINA – lettura finalmente terminata!

  1. Mi dispiace non essere d’accordo particolare del fatto chela lettura di Anna Karenina non provochi emozioni. L’introspezione dei personaggi è assolutamente magnifica, ogni singola frase deve essere letta attentamente per essere masticata e digerita perchè piena di significati. Anche il fatto di paragonare il romanzo a madame bovary è semplicistico. Come si possono paragonare due romanzi? Mi sembra una recensione molto semplicistica e superficiale..

  2. ada Zucker says:

    mi piace la sua critica lucida, estremamente analitica, anche controcorrente… sono d’accordo con lei! Mi piacerebbe leggere di più.

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: