CONTRO GLI SCONTI SUI LIBRI L’ITALIA DEI BOTTEGAI

Il Parlamento non riesce a occuparsi dei problemi gravi del paese, nonostante gli inviti pressanti dello stesso Presidente della Repubblica. La crescita del PIL langue, l’occupazione è precaria e non cresce, la produttività è in declino cronico.

Quando e a che proposito questo stesso Parlamento riesce tuttavia a varare un provvedimento bipartisan? Quando si tratta di proteggere e portare avanti cultura e interessi da bottegai.

La prodezza reca la firma dell’on. Riccardo Levi, del PD: e questo non può non aggiungere scorno e amarezza. Lo stesso PD che giustamente denuncia e cerca – invano – di contrastare altre visioni e interessi da bottegai, come quelli dei farmacisti, degli avvocati, dei notai, e corporazioni varie (tassisti inclusi). Ma, d’altra parte, si tratta dello stesso on. Levi che ai tempi di Prodi cercò di recare in porto un provvedimento che avrebbe reso praticamente impossibile fare dei blog senza essere editori-giornalisti: fortunatamente il tentativo non riuscì.

Lo spirito bipartisan non è mai così vispo in Italia come quando si tratta di creare nicchie di favore per questa o quella conventicola. In nome di qualche pretesa nobilissima missione, o di presunti servizi immateriali resi alla cultura e al bene comune, si pongono limiti arbitrari ai volgari e spregevoli meccanismi del mercato e della concorrenza (alimentati, come si sa, dalla bassa libidine di profitto) che dovrebbero premiare chi fa meglio il proprio mestiere di editore e/o venditore di libri.

Non so chi sia l’imbecille che può davvero credere che se io, come lettore, non potrò più avvantaggiarmi di sconti superiori al 15% rinuncerò ai tanti migliori servizi che mi rendono grandi gruppi – tipo Amazon, IBS, La Feltrinelli – e mi precipiterò a comprare libri dai “piccoli librai”. Purtroppo, però, questo imbecille ha il potere di obbligarmi, in futuro, a comprare meno libri o, in alternativa, a fare qualche maggiore rinuncia per comprare i libri che desidero. E infatti sul video di You Tube con cui l’on. Levi si compiace della propria prodezza, egli ci parla degli interessi e dei vantaggi di tanti: ma si guarda bene dal menzionare quelli dei lettori!

Da notare, infine – sempre a proposito di libri – che in materia di libri scolastici non si è mai stati in grado di varare norme, bipartisan o meno, dirette a ridurre il balzello – per di più fortemente regressivo – che puntualmente ogni anno viene addebitato alle famiglie con studenti, dalle elementari all’università. Balzello imposto concordemente da istituzioni, corporazioni di insegnanti, autori, editori e librai.

Insomma, purché in contrasto – quanto meno nello spirito, non sono un giurista – con la Costituzione (in particolare, gli Articoli 9 e 41), tutto fa brodo per trovare larghe intese…

Non so quanto potrà servire, ma c’è già chi ha organizzato una petizione al Presidente della Repubblica contro il varo di questa legge: io l’ho firmata, spero che la firmino in tanti, considerato anche che librai ed editori meno miopi che avversano questa legge non mancano. 

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