IRRIDUCIBILI DI SINISTRA E… DI BABBO NATALE

Cercando di aprirmi per quanto umanamente possibile agli argomenti, spesso accaniti, bellicosi e da ultima spiaggia, dei commentatori da sinistra delle indicazioni recentemente espresse dal Segretario del PD Bersani e sostenute con vigore ed efficacia da Dario Franceschini, sono pervenuto necessariamente alla conclusione che essere irriducibili di sinistra significa, oggi, essere anche e altrettanto irriducibili credenti in Babbo Natale.

Al fondo degli argomenti degli oppositori della linea Bersani – di quelli più illustri e autorevoli, come Di Pietro e Vendola – ma anche dei tanti meno noti e degli sconosciuti che intervengono sui vari siti web, c’è in sostanza questa tesi: stringere qualsiasi forma di alleanza con il polo moderato di Casini, Fini e Rutelli comporterebbe lo snaturamento del PD e l’emorragia di grandissima parte dell’elettorato di sinistra, senza peraltro conquistare alcuna parte dell’elettorato moderato. Insomma, il disastro, l’affondamento del Titanic.

All’opposto, viceversa, una stretta alleanza  con IDV e la SEL e magari altri ancora a sinistra – tanto meglio se sotto la guida di un Vendola consacrata dalle primarie –  consentirebbe finalmente di riaffermare inequivocabilmente la collocazione di sinistra del PD e di riconquistare e consolidare tutto il voto dell’elettorato di sinistra.

Ammettiamo pure, per ipotesi, che così sia.

Ma per raggiungere –  con la legge elettorale “porcata” tuttora in vigore – la maggioranza relativa dell’elettorato necessaria a guadagnarsi la maggioranza dei seggi in Parlamento e scalzare il governo Berlusconi, è conseguentemente e inevitabilmente necessario ipotizzare che:

a) non si verifichi alcuna perdita di elettori tra quelli del PD che non ne approverebbero uno schieramento tutto spostato a sinistra;

b) soprattutto, una parte consistente di elettorato moderato non soltanto non voti più Berlusconi, Bossi & Co., ma addirittura bypassi l’odiatissimo polo centrista Fini-Casini-Rutelli per riversare il proprio voto sulla coalizione PD-IDV-SEL, con alla testa Vendola.

Tutto questo oggi, o nel giro di una manciata di settimane, in questa Italia.

C’è qualcuno che possa convincentemente sostenere una ipotesi siffatta, a meno di continuare irriducibilmente a credere in Babbo Natale?

Forse sarebbe ora di considerare veramente seria la situazione, e di impegnarsi ad affrontarla seriamente, con i piedi per terra, guardando alla realtà com’è, non a come – pur giustamente – si vorrebbe che fosse.

Forse sarebbe ora che tutti, soprattutto  chi fra noi si sente e vuole caratterizzarsi maggiormente a sinistra, capissero che se si vuole recuperare a questo paese la possibilità non solo di sognare, ma di lavorare per soluzioni dei problemi di fondo  quanto meno progressiste, in un futuro ragionevole, non proiettato al di là del sempre inarrivabile sol dell’avvenire, è necessario qui ed oggi stringere un’alleanza larga, anche con chi si colloca politicamente su posizioni radicalmente diverse dalle nostre, per ristabilire le regole base della convivenza democratica, legale e civile.

Se non si capisce questo, se non si guarda in faccia questa realtà, per poco gradita che possa risultare ai nostri palati, allora parlare – come spesso facciamo – di emergenza democratica si risolve tutto e soltanto in un vacuo espediente retorico, anziché esprimere una reale convinzione e presa di coscienza.

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