RISPOSTA ATAC – COME LAVARSENE (CORTESEMENTE) LE MANI

Avevo proceduto a segnalare all’ATAC quanto rilevato sui comportamenti di una non trascurabile quota degli autisti dei bus di Roma. Questa la risposta ottenuta:

Siamo spiacenti di doverLa informare che, non avendo indicato un determinato episodio, non è possibile intervenire nei confronti dei conducenti. La preghiamo, quindi, nel caso volesse segnalarci in futuro episodi che coinvolgono il personale di guida, di indicarci oltre al giorno e all’ora in cui si è verificato l’episodio il numero della linea e il numero della vettura, nonché il numero della palina o l’esatta ubicazione della fermata, affinché Atac possa condurre gli accertamenti utili alla ricostruzione dell’episodio e dare luogo agli eventuali provvedimenti – di sensibilizzazione o disciplinari – nei confronti dei conducenti coinvolti. Infatti solo a seguito di segnalazioni puntuali sono attuabili interventi che permettono di migliorare il servizio.

In altre parole, l’ATAC pretende che il singolo utente renda, gratuitamente, un servizio da controllore – e, per di più, su comportamenti sui quali assai spesso non sarebbe possibile che contrapporre la parola dell’utente a quella del conducente (a meno che l’utente non si impegni anche nella raccolta di testimonianze, magari anche debitamente sottoscritte). Con tutte le conseguenze del caso, in un probabile contenzioso – con quali garanzie che l’utente non si esponga a qualche forma di possibile rappresaglia, magari una denuncia per calunnia (per rimanere nel campo delle rappresaglie “legali”)?

Ho sottolineato l’ultima parte della risposta, perché essa è la testimonianza autentica  dell’atteggiamento che evidentemente impera in ATAC.

Eppure l’ATAC avrebbe tutti gli strumenti per provvedere a interventi diretti a prevenire il diffondersi di modelli di comportamento negativi, piuttosto che a sanzionare a casaccio singoli episodi: per le conversazioni sui cellulari, per esempio, basterebbe effettuare controlli a campione sugli orari d’uso; e comunque, far circolare sulle vetture dei “controllori” in incognito, ma la cui “parola” non potrebbe essere contestata, di per sé spingerebbe i conducenti a maggiore attenzione e prudenza.

Ma, evidentemente, al management dell’ATAC  l’idea che interventi per il  miglioramento del servizio possano far parte organicamente e sistematicamente delle politiche aziendali – ben oltre e al di là di quelli sporadicamente attivati delle denunce degli utenti –  deve apparire del tutto stravagante, forse addirittura fantascientifica.

La cortesia di una risposta deve apparire già uno sforzo di modernità senza pari…

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