IL CROCEFISSO E I BIGOTTI D’ITALIA E DEL VATICANO

Le reazioni alla sentenza della Corte Europea per i diritti dell’uomo sull’inopportunità della presenza del crocefisso nelle scuole pubbliche della Repubblica italiana costituiscono  l’umiliante conferma dell’esteso radicamento, nel nostro paese, di una bigotteria tanto sbracata quanto proterva e vociante.

La difesa della presenza del crocefisso da parte di esponenti governativi, della politica, di personaggi pubblici, e di opinionisti mediatici che ogni giorno, sotto gli occhi di tutti, fanno privatamente e/o pubblicamente strame delle migliori tradizioni e degli insegnamenti del cristianesimo dovrebbe indurre primi fra tutti i cattolici credenti a indignarsi e distinguere le proprie posizioni.

A cosa viene ridotto il crocefisso nelle scuole pubbliche se non ad una sorta di  strumento di “marcamento del territorio” da parte delle gerarchie di una confessione religiosa che intendono rimuovere l’evidenza della sempre più scarsa e distorta presa del loro credo sulle coscienze, e si abbarbicano alle statistiche sul numero dei battezzati per definire quello italiano un popolo cattolico?

Perché rimuovere il crocefisso dalle aule della scuola pubblica, anche in nome della libertà religiosa, dovrebbe avere conseguenze nefaste per i sentimenti e la fede di chi può – e, forse,  dovrebbe – testimoniare e professare il proprio credo in termini ben più significativi e convincenti che non quello di proclamarsi dominante, egemone, per il fatto di riuscire a imporre la presenza di un proprio simbolo in aule frequentate da agnostici, non credenti, o credenti di altre confessioni?

E’ semplicemente grottesco, ma anche assai significativo, che tutto ciò si verifichi in un paese in cui le attività di culto nelle chiese sono in costante declino, e in cui continua a crescere il numero, ampio, delle chiese sconsacrate. Un paese in cui è sempre più trendy adibire chiese sconsacrate a abitazioni o ville, locali di ristoro, commercio e altre amenità, senza  che le gerarchie cattoliche né i tanti bigotti, credenti o miscredenti, manifestino in proposito qualsiasi forma di protesta o parvenza di disagio.

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One Response to IL CROCEFISSO E I BIGOTTI D’ITALIA E DEL VATICANO

  1. Edi Mondadori says:

    Lei ha perfettamente ragione infatti mi chiedo come, contrariamente ai dettami stessi del cristiane-
    simo, il cardinale Bagnasco si indigni per una cosa del genere, praticamente si comporta come i romani con i primi cristiani.

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