ESTREMISTA, FAZIOSO, PLURALISTA: E L’EQUIDISTANTE?

Nell’editoriale di questa mattina sul Corriere della Sera il Prof. Panebianco individua negli estremisti, nei faziosi e nei pluralisti i tre tipi umani che si incontrano più frequentemente nella minoranza che segue continuativamente le vicende politiche: e sarebbe il prevalere degli uni o degli altri a determinare  in ogni momento storico tono e qualità della democrazia.

A me sembra, tuttavia, che il Prof. Panebianco ometta di menzionare un quarto tipo umano di importanza decisiva: l’ e q u i d i s t a n t e.

L’equidistante – vero e proprio equidistante professionista – è il tipo umano per il quale (usando un linguaggio matematico), prese due posizioni qualsivoglia scelte a piacere, collocandosi esattamente nel mezzo si individua la posizione giusta e veritiera.

Francamente a me sembra che questo quarto tipo umano abbia avuto nella nostra storia patria una parte assai più rilevante degli altri nel determinare piccole e grandi sciagure che l’hanno caratterizzata, in particolare con riguardo agli estremisti e ai faziosi, del cui successo sono stati costantemente i migliori catalizzatori.

Questo dipende da un “fondamentale”, per usare i termini del Professore: e cioè, appunto, dalla scelta a piacere delle posizioni da contrapporre. Ha funzionato così, quando prevalse il fascismo, ha rischiato di funzionare così ai tempi della guerra di liberazione, ci hanno provato ai tempi del “nè con lo Stato né contro lo Stato”: e funziona così oggi, nell’epoca di Berlusconi.

Epoca in cui gli equidistanti non smettono di rammentarci che, suvvia, bisogna riconoscere che mai Presidente del Consiglio è stato bersagliato da tante indagini e tanti processi, le sue aziende oggetto di tanti accertamenti e perquisizioni, e via vittimizzando, per farci capire che la verità starà in qualche aureo punto di mezzo. Mai che si affacci il dubbio: ma perché mai questo popolo della libertà non ha trovato di meglio da scegliersi, come proprio campione, di un personaggio impelagato in tante beghe giudiziarie?

Poiché appare arduo ipotizzare che l’omissione di questo tipo umano decisivo sia frutto di disattenzione o, tanto meno, di ignoranza da parte dell’esimio professore, immagino che essa sia imputabile alla sua estrema modestia: giacché non sembra esservi dubbio sul fatto il Prof. Panebianco sia un esponente eccellente del tipo degli equidistanti, che del resto trovano nel Corriere della Sera un’eccellente palestra di equidistanza.

Rimane pur sempre un peccato che la sua modestia si spinga al punto di oscurare la rigorosità scientifica dei suoi ragionamenti.


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