PRATICHE DEL BEL PAESE: RINNOVO PATENTE, SICUREZZA STRADE, POLITICHE DEL WELFARE E KEYNESIANE

Anche il percorso per ottenere  rinnovo e duplicato della patente racconta molte cose su questo nostro paese.

Oramai ho l’età per dover richiedere il rinnovo ogni 3 anni. Probabilmente è giusto che sia così. Man mano che si va avanti con l’età è più probabile essere colpiti da qualche acciacco invalidante, che potrebbe metterci nelle condizioni di essere, alla guida dell’auto, un pericolo per sé e per gli altri.

Sorge però spontanea una questione: in base a quali criteri si è scelto di prescrivere il rinnovo della patente  ogni 5 anni per gli ultracinquantenni e ogni 3 anni per gli ultrasettantenni? In fin dei conti la patologia pericolosa non potrebbe insorgere esattamente dopo 5 anni e 1 giorno o dopo 3 anni e 1 giorno? Non potrebbe essere  più efficace, sicuro e semplice stabilire che – così come al medico di base è fatto obbligo di notificare talune malattie alle autorità sanitarie per motivi di prevenzione e profilassi attinenti a problemi di salute pubblica – al medico di base sia richiesto di segnalare l’insorgere di particolari patologie nei suoi assistiti all’autorità competente, così da metterla nella condizione di intervenire sulla validità della patente dell’interessato?

E così da evitare la guida dell’auto sia consentita a persone  potenzialmente pericolose per sé e per gli altri, a prescindere dall’età?

Il fatto è che,  probabilmente,  una soluzione del genere incontrerebbe l’opposizione di una fitta schiera di cointeressati.

Infatti, le procedure per il rinnovo e la duplicazione della patente potrebbero anche essere espletate direttamente dal cittadino interessato, teoricamente. In effetti, però, esse richiedono il pagamento di bollettini postali, e poi di recarsi presso gli Uffici competenti in orari particolari e in località di non agevolissimo accesso, di recarsi da un notaio che autentichi una fotografia, da un medico che certifichi lo stato di salute… Una trafila, insomma,  che richiede un certo dispendio di tempo e energie, non sempre disponibili (neanche per un anziano).

Invece, come si risolve il tutto più agevolmente nel nostro bel paese?

Avvalendosi di un’Agenzia per le pratiche automobilistiche o di un’Autoscuola.

Per la modica cifra di circa 120 euro o poco più l’Agenzia pensa a tutto.

Compresa l’autenticazione della foto a opera di un notaio che il cittadino fotografato nemmeno lo vede di sguincio. (D’altra parte, è comprensibile: perché se un cittadino si presenta con una foto dal Notaio, quali sono i poteri extra-normali di quest’ultimo, diversi da quelli di un qualsiasi altro cristiano, che gli consentirebbero di negare l’”autenticazione” della foto, qualora il cittadino si presentasse  con un documento falso o con dei testimoni menzogneri?)

Compresa anche la visita di un medico effettuata a tempo di record presso l’Agenzia medesima in giorni e orari prefissati.

Nel mio caso la visita è stata effettuata da un ufficiale medico del Comando Regionale dei Carabinieri.

Nel certificato medico rilasciatomi – con tanto di foto e di marca da bollo – è indicato quanto sono alto e quanto peso (il medico me l’ha chiesto e io gliel’ho detto).

Poi c’è scritto a stampa che non sono alcolista, né dedito a uso di stupefacenti, non presento anomalie somatiche e di conformazione, né malattie psichiche o fisiche, deficienze organiche o minorazioni anatomiche e/o funzionali “che possano comunque pregiudicare la sicurezza della guida del veicolo”.

Evidentemente i medici cui ricorrono le Agenzie automobilistiche sono dei veri Mandrake della diagnostica! Gli basta un’occhiata per capire subito tutte queste cose.

Per la vista il medico mi ha fatto tappare prima un occhio e poi l’altro e leggere una lettera dal ben noto quadro (con gli occhiali) per indicare esattamente qual’era la correzione del visus a me necessaria, e per attestare  – come è prestampato nel certificato – che il mio senso cromatico è sufficiente, il mio campo visivo normale, il senso stereoscopico presente, la visione binoculare normale, la visione notturna sufficiente.

Tutto capito al volo!

Così come ha capito al volo che percepisco la voce senza bisogno di protesi da 2 metri di distanza, a sinistra e a destra.

In conseguenza di tutto ciò, giustamente, il certificato mi sancisce idoneo alla conferma di validità della patente di categoria A e B.

Sono passati quasi 2 mesi da quando il tutto è stato debitamente consegnato all’Ufficio Provinciale del Dipartimento per i Trasporti Terrestri, e io sono tutt’ora in attesa della fatidica patente (la cui produzione e stampa, sono pronto a scommettere, sarà appaltata a una qualche ditta specializzata).

Questo è il modo in cui nel Bel Paese si garantisce l’idoneità alla guida e la sicurezza sulle strade.

Ma questo è anche il modo in cui il Genio Italico mette in pratica le politiche del welfare e – a prescindere dall’andamento del ciclo – le politiche keynesiane nelle forme più rudimentali: creare occupazione a forza di scavare buche nella sabbia per poi tornare a riempirle, ridistribuire redditi e lavoro inventando incombenze per Agenzie private, medici, e notai.

Tutto nello stesso Bel Paese in cui fior di Ministri sono impegnati allo spasimo quotidianamente in proclami e vanterie riguardanti la sicurezza stradale (e non), l’efficienza della pubblica amministrazione,  la lotta agli sprechi e ai fannulloni.

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One Response to PRATICHE DEL BEL PAESE: RINNOVO PATENTE, SICUREZZA STRADE, POLITICHE DEL WELFARE E KEYNESIANE

  1. maria says:

    Il rinnovo della patente è un bufala.
    La certificazione medica di idoneità alla guida dovrebbe essere rilasciata da un medico di base che se non altro conosce il paziente.
    Mi domando quanti alcolisti si sian dichiarati in sede di rinnovo !

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