SPRECHI E SOLIDARIETA’

In un momento così tragico, per l’Abruzzo e per il Paese, mi sembra impossibile non condividere l’iniziativa de La Voce che ritorna sulla necessità di accorpare il giorno del referendum sulla legge elettorale a quello designato per le elezioni europee e per quelle amministrative. Si realizzerebbe un risparmio di 172 milioni di euro secondo le stesse stime prudenziali del Ministero dell’Interno, ma che sarebbero assai maggiori secondo La Voce.

Un  governo come si deve procederebbe a questo accorpamento senza bisogno di tante sollecitazioni, nel momento in cui si rivolge ai propri cittadini invitandoli alla solidarietà versole popolazioni colpite dal terremoto.

Con quale faccia, difatti, si può richiedere solidarietà nel momento in cui si è disposti a tollerare degli sprechi che non hanno alcuna ragion d’essere se non in meschini calcoli di parte (cercare di ostacolare il raggiungimento del quorum nel referendum)?

Purtroppo, viceversa, è facile scommettere che l’azione della Voce rimarrà la tipica voce nel deserto.

Il deserto di tanti organi di stampa e televisivi, di tanti fustigatori di costumi pronti a menar scandalo su sprechi reali e presunti d’ogni sorta, salvo quelli messi in opera dal manovratore che occorre rigorosamente non distrurbare.

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