Abiezione di coscienza

Non riesco a non provare un profondo sconforto nel seguire le vicende del DDL sul “testamento biologico”.

Un provvedimento che poi, in realtà, riguarda – in termini estremamente invasivi – molto altro: questioni di coscienza pubblica e privata, collettivi e individuali. Ed è, senza mezzi termini – nessuno che non sia in assoluta malafede potrebbe né dovrebbe osare negarlo – uno strumento teso a imporre erga omnes, per legge, attraverso divieti e obblighi di comportamento, una concezione della vita, e della morte, connotata in termini determinati e particolari.

Imporre tutto questo per legge….!

Questo non accade nelle oscurità più profonde del Medio Evo (che poi, anche recentemente, si ribadisce non essere state affatto tali, ma semmai proiezioni della ignoranza e dei pregiudizi degli osservatori). Non si verifica in qualche sperduta landa abitata da selvaggi primitivi destituiti d’ogni sapere (e vale anche qui, cambiato ciò che è da cambiare, quanto detto prima). Non è il prodotto di una qualche misteriosa setta di fanatici officianti.

Tutto questo accade nel 2009, alla luce del sole, impegnando strenuamente le risorse umane e intellettuali che si raccolgono nel Senato delle Repubblica Italiana – paese membro e fondatore dell’Unione Europea.

E’ qualcosa di terribilmente grottesco e deprimente.

Siamo veramente all’abiezione della coscienza.

Del resto, non più tardi dell’altro ieri, abbiamo appreso che in Brasile un Vescovo di Santa Romana Chiesa si è alzato a pronunciare la scomunica di medici, familiari e quanti altri si renderanno responsabili dell’aborto dei gemelli di una bambina di 9 anni – nove anni – rimasta incinta a causa dello stupro del patrigno (questi, naturalmente, non scomunicato). Una gravidanza che, al di là d’ogni altra possibile e rilevantissima considerazione, metterebbe seriamente a rischio la sopravvivenza stessa della bambina.

Non è anche questa vera e propria abiezione della coscienza?

Ma almeno, in Brasile, il cattolico e credente Lula non ha passato sotto silenzio il beau geste di questo Vescovo….

E ancora, pochi giorni fa una lettera pubblicata da Corrado Augias nella sua rubrica su la Repubblica ricordava le condizioni orribili e incivili che debbono subire le donne che scelgono l’interruzione volontaria di gravidanza – una scelta garantita dalle leggi della Repubblica e dal sistema sanitario nazionale – per effetto del ricorso selvaggio alla cosiddetta “obiezione di coscienza” da parte del personale, sanitario e non, che si rifiuta di partecipare (per quanto indirettamente) alle procedure necessarie all’IVG. Un’”obiezione” consentita non solo al medico chirurgo autore dell’intervento, ma ad anestesisti, infermieri – chissà, magari potrebbero avanzarla anche gli addetti alla sterilizzazione degli strumenti….!

Salvo, forse, che per gli operatori già in servizio all’epoca dell’entrata in vigore della legge 194, l’”obiezione di coscienza” non avrebbe dovuto essere consentita nel sistema sanitario nazionale.La funzione del sistema sanitario pubblico è quella di garantire ai cittadini tutte le prestazioni sanitarie previste dalla legge, non quella di dare occupazione ad operatori sanitari che, se hanno seri problemi di coscienza, potranno e dovranno cercarsi il lavoro in strutture diverse da quelle pubbliche. Gli “obiettori di coscienza” hanno sempre dovuto pagarsi con disagi e difficoltà personali la propria obiezione, anche quando non sono stati più trattati alla stregua di traditori o disertori, e magari dovevano prestare servizio civile per periodi più lunghi di quello della leva militare.

(A proposito: ma com’è che Santa Romana Chiesa non si è mai mobilitata con altrettanta passione e dispiegamento di mezzi a proposito dell’”obbiezione di coscienza” antibellica? A quale concezione della vita, della morte, dell’uccisione è ispirato questo diverso comportamento?)

Gli “obiettori di coscienza” non hanno mai preteso – e ci mancava altro! – di potersi arruolare e far carriera nelle forze armate, lasciando ai commilitoni i compiti direttamente o indirettamente connessi all’ammazzare e al farsi ammazzare.

Anche questo, dunque, un ulteriore esempio della dilagante abiezione della coscienza cui in questo nostro paese si sta assistendo senza eccessivi tormenti.

Annunci

2 Responses to Abiezione di coscienza

  1. Carlo Turco says:

    Mi dispiace, mi sfugge completamente il nesso (sempre che vi sia).

    C.T.

  2. Attilio Sangiani says:

    Caro Turco
    ti faccio osservare,per ora,solo questo punto: lo Statuto del Partito Democratico stabilisce come dovere intervenire militarmente per difendere Stati,gruppi di persone o simili,in accordo con organizzazioni internazionali. D’Alema intervenne contro la Serbia per difendere gli albenesi del Kosovo. Anche l’intervento in Afghanistan è approvato del P.D.
    Ma mi dici come si può “intervenire militarmente” se si esludesse il diritto di proporzionata difesa dagli ingiusti aggressori ?

Scrivi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: