Quale rispetto per i sepolcri imbiancati?

Non è ancora facile ammettere che in questo nostro paese si sia arrivati a un punto per cui i cittadini debbano  mobilitarsi e manifestare in piazza per rivendicare… cosa?

Roma - Piazza Farnese - 21/02/09

Roma - Piazza Farnese - 21/02/09

Per difendere l’individuo dalla prepotenza di chi vorrebbe imporgli, in nome dei propri convincimenti, di sottostare a trattamenti forzosi nella fase ultima della propria vita.

Non dovrebbe essercene bisogno, nella nostra Repubblica, dove questa essenziale libertà dei cittadini è garantita dalla Costituzione. Ma tant’è. Questo paese oggi è in mano a una classe dirigente che, pur di far prevalere la propria concezione e prassi autoritarie di governo, è disposta, senza vergogna, a farsi strumento degli integralismi cattolici. Un fondamentalismo alimentato e sostenuto da un papa e da una curia vaticana che così retrivi non si manifestavano da lustri, anch’essi ossessionati dalla volontà di affermare il proprio dominio in quel cortile di casa che considerano l’Italia (fors’anche per rivalersi delle cocenti “sconfitte” subite nella cattolicissima Spagna, in Francia, in Brasile, negli USA post-Bush, e via elencando).

Siamo di fronte a null’altro che dei sepolcri imbiancati. Affermano pretestuosamente la volontà di garantire una disciplina del testamento biologico che garantisca la conoscenza della volontà effettiva del morente, escluda forme mascherate di eutanasia: ma in realtà ne prevedono una disciplina vessatoria, tale da scoraggiarne la pratica, e implicano la vera e propria obbligatorietà di trattamenti sanitari.

Quando mai questi sepolcri imbiancati hanno posto in essere campagne lontanamente paragonabili in termini di rumorosità, impegno e perseveranza affinché l’Italia – per dirne una – concorra in misura meno indecorosa dell’attuale alle politiche di aiuti internazionali per le aree del mondo in cui si muore a centinaia di migliaia per carenza di alimentazione e idratazione?

E non si tratta degli stessi sepolcri imbiancati – a cominciare da papa e curia vaticana – che, pur di prevaricare le coscienze in base ai propri credo, continuano ad avversare protervamente l’uso dei profilattici, rendendosi corresponsabili della diffusione di AIDS e altre malattie e delle centinaia di migliaia di morti che ne conseguono?

E questi sepolcri imbiancati pretendono, senza l’ombra della vergogna, di agitare i vessilli dei cosiddetti movimenti per la vita e di ascrivere le convinzioni di chi non la pensa come loro a una cosiddetta cultura della morte?

Rispetto per tutte le opinioni e le convinzioni….

Si, certamente.

Ma ai sepolcri imbiancati è dovuto qualche rispetto?

E come?

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